| Red Hat Enterprise Linux 4: Introduzione al System Administration | ||
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| Indietro | Capitolo 5. Gestione dello storage | Avanti |
Una volta implementato un dispositivo mass storage lo si può utilizzare per pochi compiti.È vero, i dati possono essere scritti e letti, ma senza una struttura, l'accesso ai dati diventa possibile solo utilizzando gli indirizzi del settore (sia geometrico che logico).
Sono necessari metodi in grado di trasformare un raw storage in un disco fisso, questo processo fornisce degli 'usable' in modo più semplice. Le seguenti sezioni affrontano alcune tecniche molto comuni per eseguire tale processo.
La prima cosa che spesso si presenta ad un amministratore è quello della misura di un disco fisso, in alcuni casi essa risulta essere molto più grande del necessario. Come risultato, molti sistemi operativi hanno la capacità di dividere lo spazio di un disco fisso in diverse partizioni o sezioni.
Poichè esse sono separate le une dalle altre, le partizioni possono avere quantità diverse di spazio utilizzato, e lo stesso spazio non deve influenzare in alcun modo lo spazio utilizzato da altre partizioni. Per esempio, la partizione che gestisce i file che costituiscono il sistema operativo, non viene influenzata anche se la partizione che gestisce i file dell'utente è piena. Il sistema operativo ha ancora spazio disponibile al proprio uso.
Anche se potrebbe risultare al quanto semplicistico, pensate alle partizioni come se fossero simili alle unità disco individuali. Infatti alcuni sistemi operativi fanno riferimento alle partizioni come se fossero delle "unità". Tuttavia, questa prospettiva non è molto accurata; risulta quindi essere importante fare riferimento alle partizioni in modo più dettagliato.
Le partizioni vengono definite dai seguenti attributi:
Geometria della partizione
Tipo di partizione
Campo del tipo di partizione
Questi attributi saranno affrontati in dettaglio nelle seguenti sezioni.
La geometria di un partizione fà riferimento al luogo fisico su di una unità disco. La suddetta geometria può essere intesa in termini di inizio e fine dei cilindri, delle testine, e dei settori, anche se spesso molte partizioni iniziano e finiscono ai limiti del cilindro. La misura di una partizione viene definita come la quantità di storage tra i cilindri di inizio e di fine.
Il tipo di partizione si riferisce al rapporto che ha la partizione con le altre partizioni presenti sul disco fisso. Ci sono tre tipi di partizione:
Partizioni primarie
Partizioni estese
Partizioni locali
Le seguenti sezioni descrivono ogni tipo di partizione.
Le partizioni primarie sono quelle partizioni che richiedono uno dei quattro alloggiamenti delle partizioni primarie, presenti nella tabella della partizione del disco fisso.
Le partizioni estese sono state sviluppate a causa della necessità di avere più di quattro partizioni per disco fisso. Una partizione estesa è in grado di contenere a sua volta delle partizioni multiple, aumentando così il numero di partizioni presenti su di una unità singola. L'introduzione delle partizioni estese è stata resa necessaria dall'aumento delle capacità delle nuove unità disco.
Ogni partizione possiede un campo in grado di contenere un codice che indica l'utilizzo anticipato della partizione. Il suddetto campo potrebbe, o meno, riflettere il sistema operativo del computer. Esso potrebbe altresì riflettere il processo con il quale vengono conservati i dati all'interno della partizione. La seguente sezione contiene maggiori informazioni sul suddetto argomento.
Anche con la presenza del dispositivo mass storage corretto, configurato e partizzionato in modo efficiente, noi non saremo ancora in grado di conservare e richiamare le informazioni in modo semplice — ciò che manca è il modo di strutturare e organizzare le informazioni. Avremo quindi bisogno di un file system.
Il concetto di file system è così importante per l'utilizzo dei dispositivi mass storage, che l'utente normale spesso non fà alcuna differenza tra i due. Tuttavia, gli amministratori di sistema non possono permettersi di ignorare i file system ed il loro impatto nello svolgimento del lavoro quotidiano.
Il file system non è altro che un metodo di rappresentazione dei dati su di un dispositivo mass storage. I file system generalmente includono i seguenti contenuti:
Data storage basato sul file
Struttura della directory gerarchica (talvolta conosciuta come "cartella")
Cronologia della creazione del file, dell'accesso e dei tempi di modifica
Alcuni livelli di controllo sul tipo di accesso permesso ad un file specifico
Alcuni concetti di file ownership
Controllo dello spazio utilizzato
Non tutti i file system possiedono le suddette caratteristiche. Per esempio, un file system creato per un sistema operativo con utente singolo, utilizza un metodo di controllo d'accesso più semplice, offrendo anche un supporto per il file ownership.
Una cosa da ricordare è che il file system utilizzato, può influenzare la natura del vostro lavoro giornaliero. Assicurandovi che il file system utilizzato all'interno della vostra organizzazione sia idoneo a far fronte le necessità dell'organizzazione stessa, ne può risultare una gestione più semplice ed efficiente.
Tenendo a mente questa caratteristica, le seguenti sezioni affrontano le suddette caratteristiche in modo più dettagliato.
Anche se i file system che utilizzano il file metaphor per lo storage dei dati sono quasi universali, ci sono ancora alcuni aspetti da tenere in considerazione.
Per prima cosa è importante sapere quali sono le restrizioni sui file name. Per esempio, sapere quali sono i caratteri permessi, la lunghezza massima dei file name ecc. Queste domande sono importanti, in quanto esse stabiliscono i file name da usare. Sistemi operativi più obsoleti, con file system più vecchi, spesso permettono l'uso solo di caratteri alfa numerici (ed in questo caso solo con lettere maiuscole), e solo con l'utilizzo dei file name 8.3 tradizionali (ciò significa un file name a otto caratteri, seguito da un file extension di tre caratteri).
Anche se i file system in uso su alcuni sistemi operativi molto vecchi non includono il concetto di directory, tutti i file system oggi comunemente usati, includono questa caratteristica. Le directory vengono generalmente impiegate come dei file, ciò significa che non è necessario l'utilizzo di utility particolari per la loro gestione.
Altresì, poichè le directory sono per conto loro dei file in grado di contenere i file stessi, le directory possono contenere altre directory, rendendo possibile la costituzione di una loro gerarchia multi-livello. Questo rappresenta un concetto molto sviluppato, con il quale tutti gli amministratori di sistema devono avere una certa familiarità. Utilizzando le suddette gerarchie multi-livello, risulta più semplice per voi e per i vostri utenti gestire un file.
La maggior parte dei file system sono in grado di conservare alcune informazioni, come ad esempio il momento della creazione di un file; altri invece sono in grado di conservare i tempi di modifica e di accesso. Dato per scontato che è molto utile essere in grado di determinare il tempo di creazione, di modifica e di accesso di un dato file, questi dati risultano essere importanti per l'operazione corretta per l'Incremental Backup.
Per maggiori informazioni su come i backup utilizzano le caratteristiche dei file system, consultate la Sezione 8.2.
Il controllo dell'accesso rappresenta una delle aree dove i file system differiscono in modo drammatico tra loro. Alcuni file system non hanno alcun modello chiaro di controllo dell'accesso, mentre altri sono molto più sofisticati. In termini generali, molti file system moderni sono in grado di combinare due componenti in una metodoligia coesiva di controllo:
User identification
Elenco di azioni abilitate
User identification significa che il file system (e il sistema operativo in questione) deve essere in grado di identificare in modo unico i singoli utenti. Ciò rende possibile essere responsabili delle operazioni nel livello del file system. Un'altra caratteristica molto utile è quella degli user group — creando un insieme corretto di utenti. I gruppi sono spesso utilizzati dalle organizzazioni dove gli utenti possono essere membri di uno o più progetti. Un'altra caratteristica supportata da alcuni file system è quella della creazione di identificatori generici, in grado di essere assegnati ad uno o più utenti.
Successivamente il file system deve essere in grado di mantenere un elenco di azioni che possono essere eseguite (o meno) per ogni file. Le più comuni sono:
Lettura del file
Scrittura del file
Esecuzione del file
Alcuni file system sono in grado di estendere l'elenco in modo da includere azioni come ad esempio la cancellazione, o l'abilità di eseguire delle modifiche relative al controllo dell'accesso del file.
Una costante presente nella vita di un amministratore di sistema è quella di non avere mai uno spazio sufficiente, ma se il suddetto spazio risulta essere presente, esso non resterà disponibile per molto tempo. Per questo un amministratore deve essere sempre in grado di determinare facilmente, il livello di spazio disponibile per ogni file system. In aggiunta, i file system che possiedono una capacità di identificazione dell'utente molto definita, spesso includono la possibilità di visualizzare la quantità di spazio consumato da un particolare utente.
Questa caratteristica risulta essere vitale in ambienti con diversi utenti, in quanto la regola 80/20 spesso viene applicata allo spazio del disco — 20 percento di utenti saranno responsabili del consumo dell'80 percento dello spazio disponibile. Facilitando la determinazione degli utenti che fanno parte del 20 percento, sarete in grado di gestire più facilmente gli asset relativi al vostro storage.
Andando oltre, alcuni file system includono la possibilità di impostare dei limiti per ogni utente (spesso conosciuti come disk quota) sulla quantità di spazio da poter consumare. Le spacifiche variano a seconda del file system, ma in generale ad ogni utente può essere assegnata una quantità specifica di storage da utilizzare. Altri file system invece, permettono all'utente di eccedere il loro limite solo una volta, mentre altri implementano un "grace period" durante il quale viene applicato un secondo limite, ma in questo caso più elevato.
Molti amministratori di sistema non si soffermano molto sull'utilizzo dello storage disponibile ai propri utenti. Tuttavia, soffermarsi un pò più a lungo su questo argomento, prima di rendere disponibile lo storage agli utenti, potrebbe evitarvi una perdita di tempo più in avanti.
La cosa migliore che gli amministratori possono fare, è quello di utilizzare delle directory e delle subdirectory per strutturare lo storage disponibile in modo da poter essere facilmente capito. Questo approccio riserva diversi benefici:
Facilmente comprensibile
Maggiore flessibilità in futuro
Imponendo alcuni livelli di struttura sul vostro storage, esso potrebbe essere capito più facilmente. Per esempio, considerate un sistema multi-utente. Invece di posizionare le directory di tutti gli utenti, all'interno di una directory più grande, potrebbe avere più senso utilizzare delle sottodirectory che riflettono la struttura della vostra organizzazione. In questo modo, il personale che lavora nel settore della contabilità, avrà le proprie directory sotto una unica directory chiamata accounting, il personale che lavora nella sezione di ingegneria, avrà le proprie directory sotto engineering, e così via.
I benefici di tale approccio sono nella semplicità di controllo, in base giornaliera, dei requisiti dello storage (e del suo utilizzo), da parte di ogni singola sezione della vostra organizzazione. Ottenere un elenco dei file utilizzati dal personale facente parte alla human resources, è molto semplice. Risulta altresì molto semplice, l'esecuzione del backup di tutti i file utilizzati per esempio dall'uffico legale.
Con una struttura adeguata, si è in grado di aumenta la flessibilità. Per continuare ad usare l'esempio precedente, assumete per un momento che la sezione di ingegneria sia in procinto di iniziare una serie di nuovi progetti. Per questo motivo, risulta necessario assumere numerosi nuovi ingegneri. Tuttavia, non risulta esserci spazio sufficiente nello storage, per poter supportare tale aggiunta di personale.
Tuttavia, poichè ogni persona nella sezione di ingegneria possiede i propri file sotto la directory engineering, potrebbe risultare semplice:
Procurare dello storage aggiuntivo necessario per il supporto
Eseguire il backup di ogni cosa sotto la directory engineering
Ripristinare il backup sul nuovo storage
Rinominare la directory engineering presente sullo storage originale, in qualcosa di simile a engineering-archive (prima di cancellarla interamente, dopo il suo uso per un mese con la nuova configurazione)
Eseguire le modifiche necessarie in modo tale che il personale facente parte della sezione di ingegneria, possa accedere ai propri file presenti sul nuovo storage
Naturalmente tale approccio ha i suoi lati negativi. Per esempio, se il personale viene spesso trasferito tra le diverse sezioni, dovete essere in grado di esserne informati al più presto, e quindi sarà necessario modificare la struttura della directory in modo appropriato. In caso contrario tutto questo si tradurrà in maggiore — e non minore — lavoro.
Una volta partizionato in modo corretto il dispositivo mass storage, e quindi aver scritto su di esso un file system, lo storage stesso sarà disponibile per un suo utilizzo generale.
Per alcuni sistemi operativi, quando viene rilevato il nuovo dispositivo mass storage, esso può essere formattato dall'amministratore di sistema in modo che il suo accesso avvenga senza particolari sforzi.
Altri sistemi operativi invece richiedono una fase aggiuntiva. Questa fase — spesso viene riferita come mounting — e cioè indica al sistema operativo come accedere allo storage. Il Mounting storage viene normalmente eseguito attraverso un programma di utility speciale o un comando, e necessita che il dispositivo mass storage (e possibilmente anche la partizione) venga esplicitamente identificato.